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| Titolo: NOVECENTO |
| Anno di produzione: 1976 |
| Nazionalitá: Italia/Francia/Germania |
| Durata: 318 |
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Trama
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Il film narra la storia di due italiani nati lo stesso giorno nel 1900-1901, nello stesso luogo (una grande fattoria emiliana) ma su fronti opposti: Alfredo è figlio dei ricchi proprietari della fattoria, i Berlinghieri; Olmo è figlio di Rosina, contadina vedova della medesima fattoria, e non sa chi è suo padre data la promiscuità nella quale vivevano i contadini all'inizio del XX secolo, segregati di notte e sfruttati di giorno come bestie da soma. Proprio le lotte contadine e la Grande Guerra dapprima, e il fascismo con la lotta partigiana per la Liberazione poi, sono al centro dei fatti che si susseguono, con al centro, e per filo conduttore, la vita dei due nemici-amici, impersonati in età adulta da Gerard Depardieu (Olmo) e da Robert De Niro (Alfredo).
Burt Lancaster, nel ruolo del nonno di Alfredo, e Donald Sutherland nel ruolo del violento, cinico e spietato Attila, chiamato con la sua ferocia asservita al potere a rappresentare l'arrivo devastante del fascismo in un paese dove la ricca borghesia iniziava a temere le varie organizzazioni socialiste a difesa dei lavoratori, sono alcuni degli altri indimenticabili volti di questa pellicola. Ma non possiamo dimenticare il nonno di Olmo, Leo, il capofamiglia dei Dalcò, interpretato da Sterling Hayden, la cugina di Alfredo, Regina, che Laura Betti dipinge con grande mestiere, la moglie di Olmo impersonata da Stefania Sandrelli e Dominique Sanda, moglie di Alfredo troppo sensibile per poter sopportare di restare al fianco del marito colpevole, ai suoi occhi, di non aver lasciato fuori dalla sua fattoria le brutture e le nefandezze di quel periodo di travagli politici e sociali. L'ultima parte del film si riallaccia alle scene iniziali, quando, durante il sospirato giorno della Liberazione, Attila viene finalmente giustiziato nel cimitero, di fronte alle tombe delle sue vittime, e Alfredo viene preso in ostaggio da un ragazzino armato di un fucile ricevuto dai partigiani. Olmo, creduto morto, ricompare ed inscena un processo sommario al Padrone Alfredo Berlinghieri. Il legame di amicizia prevale e Olmo "condanna" Alfredo ad una morte virtuale (in realtà sottraendolo al linciaggio), inizialmente poco compresa dagli altri paesani, ma alla fine coralmente accettata con una sfrenata e liberatoria corsa nei campi, sotto l'enorme bandiera rossa cresciuta e tenuta nascosta durante il ventennio. Le forze dell'ordine soggiungono per intimare il disarmo ai partigiani ed è proprio Olmo ad accettare per primo di deporre il fucile, dopo aver sparato in aria per simboleggiare l'esecuzione della parte vile e malvagia del suo amico più caro. Alfredo ed Olmo iniziano così a scherzare di nuovo, accapigliandosi come da bambini. Il film si chiude sui due amici che, ormai anziani, continuano ad azzuffarsi nei luoghi dell'infanzia, con Olmo che continua a sentire la voce del nonno nel tronco di un albero e Alfredo che goliardicamente si uccide come da piccolo si stendeva per gioco sui binari del treno.
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Altre informazioni
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Novecento è un film del 1976 diretto da Bernardo Bertolucci.
Interpreti e personaggi
* Robert De Niro: Alfredo Berlinghieri, figlio di Giovanni e Eleonora
* Gérard Depardieu: Olmo Dalcò, figlio di Rosina
* Burt Lancaster: Nonno Alfredo Berlinghieri, il proprietario terriero
* Donald Sutherland: Attila Melanchini, il fattore
* Dominique Sanda: Ada Fiastri Paulhan, moglie di Alfredo
* Alida Valli: Ida Cantarelli Pioppi
* Sterling Hayden: Leo Dalcò, contadino dei Berlinghieri
* Stefania Sandrelli: Anita Furlan, moglie di Olmo
* Werner Bruhns: Ottavio, figlio maggiore di Alfredo
* Laura Betti: Regina, figlia di Amelia
* Ellen Schwiers: Amelia, sorella di Eleonora
* Anna Henkel: Anita, figlia di Olmo
* Romolo Valli: Giovanni, figlio minore di Alfredo
* Stefania Casini: Neve, la lavandaia
* Francesca Bertini: Suor Desolata, sorella di Alfredo
* Anna Maria Gherardi: Eleonora, moglie di Giovanni
* Paolo Pavesi: Alfredo da ragazzo
* Tiziana Senatore: Regina da bambina
* Paulo Branco: Orso, figlio maggiore di Leo
* Giacomo Rizzo: Rigoletto, il servo gobbo
* Antonio Piovanelli: Turo Dalcò
* Liù Bosisio: Nella Dalcò
* Maria Monti: Rosina Dalcò, nuora di Leo
* Roberto Maccari: Olmo da ragazzo
* José Quaglio: Aranzini, un proprietario
* Pippo Campanini: Don Tarcisio
* Patrizia De Clara: Stella
* Fabio Garriba: Contadino all'esecuzione di Attila
* Sergio Serafini: Un giovane fascista
* Carlotta Barilli: Una contadina
* Allen Midgette: Vagabondo che scagiona Olmo
* Odoardo Dall'Aglio: Oreste Dalcò
* Salvatore Mureddu: Capo delle guardie rege
* Catherine Kosac: Tondine
* Mimmo Poli: Fascista alla riunione in chiesa
* Clara Colosimo: La donna che accusa Olmo
* Angelo Pellegrino: Il sarto
* Pietro Longari Ponzoni: Pioppi
Il film è stato girato in Provincia di Parma, in Provincia di Cremona,in Provincia di Reggio Emilia e in Provincia di Mantova. La fattoria in cui si è svolto il film è l'azienda agricola Corte delle Piacentine del 1820 situata a Roncole Verdi, frazione di Busseto. I luoghi sono quelli di Giovanni Guareschi e Giuseppe Verdi. Infatti il primo è sepolto a Roncole Verdi, mentre il secondo è nato a Roncole Verdi come ricorda lo stesso nome della frazione. Molte scene furono girate anche a Guastalla (RE) e a San Giovanni in Croce (CR).
Nel mantovano la troupe girò alcune scene al santuario delle Grazie di Curtatone e in una villa di San Prospero di Suzzara mentre nel cimitero vecchio di Poggio Rusco venne girata l'esecuzione del fascista Attila. Anche nel palazzo Canossa e nell'omonima piazza del centro storico di Mantova, furono filmate scene del film.
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Recensione
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Tutto il film è un affresco grandioso. Straordinario uso delle stagioni che accompagnano gli eventi storici in parallelo alle stagioni della vita (inverno, pioggia e gelo nel periodo del fascismo più torbido e ostile con i protagonisti in balìa dei problemi della vita adulta e una primavera solare e rigogliosa nel giorno della sospirata liberazione così come per la loro infanzia) e la colonna sonora di Ennio Morricone che con tratti da melodramma verdiano sottolinea i passaggi più drammatici della sceneggiatura, permette a Bertolucci di tratteggiare un film unico e per certi versi straordinario.
Si rivela con forza espressiva il gusto del regista per l'immagine filmata su modello di opere pittoriche. Il fascismo per Bertolucci è la violenza al servizio dei padroni, una bestia feroce al guinzaglio della borghesia o -meglio ancora usando le parole con cui Regina presenta Attila-: "il cane da guardia" del padronato.
Nei cinema italiani il film venne proiettato, con grande successo (fu il film più visto del 1976)[senza fonte], in due fasi successive (Novecento Atto I e Novecento Atto II). Negli Stati Uniti si dovette proporre una sola pellicola ridotta a quattro ore (comunque troppe per le sale americane) ma questo film non ebbe successo.
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Photo Gallery (2)
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| GIUDIZIO UTENTI CINEMASTORE: |

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| Al cinema dal:
16/08/1976 |
| In Home Video:
Data non disponibile |
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Distributore in home video (Italia): Eagle Pictures S.p.a. |
Produzione:
• Produzioni Europee Associati (PEA) • Les Productions Artistes Associés • Artemis Film |
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