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| Titolo: 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO |
| Anno di produzione: 1968 |
| Nazionalitá: U.S.A. |
| Durata: 141 |
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Trama
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La prima parte del film si svolge nell'Africa di tre milioni di anni fa: un gruppo di ominidi, guidati da un capo[1], sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile; un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolite nero; gli ominidi venendo a contatto col monolito imparano a usare strumenti, a uccidere animali per cibarsene e ad uccidere altri ominidi per conquistarne il territorio.
La seconda parte del film si svolge nel 2001 (un anno del futuro nel 1968): il dott. Heywood Floyd è chiamato in missione su una base lunare dove è stato scoperto un grande monolito nero sotterrato ad arte in tempi remoti. Floyd è accompagnato a vedere lo scavo con il monolito ancora nel buio della notte lunare. Proprio mentre Floyd e gli altri stanno fotografando il monolito il primo raggio di sole del giorno lunare illumina il monolito che rivede così la luce dopo millenni di oscurità e immediatamente emette un forte segnale in direzione di Giove.[2]
Nella terza parte del film un gruppo di cinque astronauti, di cui tre in stato di ibernazione, sono in volo a bordo dell'astronave Discovery diretta verso Giove, governata da un supercomputer, HAL 9000, dotato di una sofisticata intelligenza artificiale che lo rende valido interlocutore degli esseri umani a bordo.
Ad HAL è stato chiesto di tenere nascosti i veri obiettivi della missione ai compagni di viaggio, i due astronauti di turno, David Bowman e Frank Poole. Quest'ordine genera un conflitto interiore nel calcolatore, il quale nel contempo è programmato per collaborare con gli esseri umani senza omissioni o alterazioni di dati o informazioni. Le conseguenze del conflitto si manifestano tragicamente in prossimità dell'arrivo su Giove. Inizialmente HAL interrompe il collegamento radio con la terra simulando un guasto inesistente, poi, quando questo tentativo fallisce ed anzi insospettisce gli umani, non trova altra soluzione che cercare di ucciderli tutti.
Il piano di HAL tuttavia fallisce: David Bowman riesce a sopravvivere ed a riprendere il controllo della nave, disabilitando le funzioni superiori del calcolatore. Al termine di tale operazione inaspettatamente HAL avvia la riproduzione di un filmato pre-registrato, nel quale il dott. Floyd rivela i veri scopi della missione all'equipaggio, oramai composto solo da uno stupefatto Bowman: esplorare la zona dove si è indirizzato il segnale radio che il monolito lunare aveva emesso.
Nell'ultima parte Bowman arriva in orbita intorno a Giove e vi trova un terzo monolito nero, vi si avvicina con la sua capsula e ne viene profondamente condizionato. Il monolito sembra inviare Bowman in un percorso attraverso lo spazio e il tempo, che lo porta a sorvolare panorami alieni. Infine l'astronauta si ritrova con la propria capsula in un impossibile appartamento dal decoro settecentesco, dove vede se stesso invecchiare rapidamente, in fasi successive ogni volta esterne al proprio sguardo. Ormai decrepito, Bowman muore davanti a una nuova apparizione del monolito nero e rinasce in forma di feto cosmico, lo Starchild, che a sua volta scruta la Terra dallo spazio. La musica che accompagna questa estrema metamorfosi è l'inizio del poema sinfonico di Richard Strauss Così parlò Zarathustra.
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Altre informazioni
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2001: Odissea nello spazio è un film di Stanley Kubrick del 1968 ispirato al racconto di Arthur C. Clarke La sentinella. Lo stesso scrittore ha poi a sua volta tratto dalla sceneggiatura un romanzo dal titolo omonimo e con la medesima trama.
Kubrick aveva contattato Clarke perché necessitava di un buon soggetto di fantascienza per un film di genere. In questo modo il romanzo e il film nacquero e crebbero insieme, realizzando una collaborazione tra media differenti assolutamente unica e originale, almeno per l'epoca in cui fu attuata.
Sotto questo e sotto altri aspetti 2001 è rimasto uno dei più famosi film di fantascienza. Oltre che per l'ottima sceneggiatura, recitazione e tecnica di ripresa, esso si è meritato l'ammirazione degli appassionati per la fedeltà con cui riproduce l'ambiente spaziale: tutti gli avvenimenti in ambienti senz'aria si svolgono in silenzio, l'astronave ha una gravità artificiale per rotazione che è correttamente rappresentata, i movimenti in assenza di gravità sono lenti come dovrebbero essere.
Anche la scena in cui un astronauta rientra nell'astronave passando alcuni secondi in un ambiente di vuoto è stata approvata dagli esperti come veritiera. Kubrick in questo modo ha dimostrato che è possibile fare un ottimo film di fantascienza rispettando la realtà e senza introdurre elementi artificiosi.
È inoltre importante sottolineare il forte impatto emotivo che la visione di questo film suscita nello spettatore; lo stesso Kubrick affermò: "ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio".
Smisurate sono anche le ambizioni del film: spiegare l'indissolubile legame che unisce l'uomo al tempo e allo spazio, l'intelligenza artificiale, l'utilizzo della scienza. A questo proposito è di notevole effetto il raccordo tra le due scene iniziali del film, l'utilizzo di un oggetto, un osso, come strumento di offesa e di dominio da parte di un ominide e le astronavi orbitanti attorno alla Terra. In questa maniera il regista compie un salto logico di millenni conservando la trama narrativa del film, con un'operazione mirabile che trova pochi riscontri nella storia del cinema.
Kubrick rimase per ben due mesi chiuso nella sua villa nelle campagne inglesi a rivedere e tagliare il suo mastodontico lavoro; questa operazione è considerata il momento più decisivo nella produzione del cinema kubrickiano.
IL ROMANZO
2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odissey, 1968) è un romanzo di fantascienza dello scrittore britannico Arthur C. Clarke. Il romanzo nacque contemporaneamente al celebre film omonimo del regista Stanley Kubrick. Kubrick aveva contattato Clarke nell'aprile del 1964, esponendo l'idea di un film di fantascienza sul rapporto fra l'uomo e l'universo. La storia si sviluppò contemporaneamente come romanzo e come sceneggiatura, ad opera di Clarke ma con la stretta consulenza di Kubrick. I due artisti si sentivano ogni giorno per portare avanti il progetto. Le riprese terminarono nel 1968, e nello stesso anno vi fu l'uscita del film nelle sale, accompagnata dalla pubblicazione del romanzo; entrambe le opere ebbero un enorme successo e vengono oggi considerate dei classici nei loro rispettivi generi. Il libro è considerato uno dei testi che più hanno ispirato Kubrick nelle sue opere.
TRAMA del ROMANZO
CAPITOLO PRIMO
Il romanzo comincia nel passato, all'interno di una grotta dove vivono degli ominidi ancora non in grado di sopravvivere alle difficoltà quotidiane del cibo e degli attacchi di animali. Il protagonista è un ominide chiamato Guarda-la-Luna che un mattino viene risvegliato come gli altri ominidi da uno strano suono, un suono bellissimo che si propaga nell'aria. Egli esce dalla grotta per cercare di comprendere cosa sia ciò che ode, e a poca distanza vede davanti a sé un oggetto che non aveva mai visto, un monolite nero. Il primo timore per l'oggetto estraneo si sopisce quando si accorge assieme agli altri che il monolite non è in grado di fare del male, così si avvicina e lo tocca. Il giorno dopo, cessato anche il suono l'oggetto è ancora lì, adesso non infonde più timore a nessuno, anzi esso viene quasi ignorato. Ma è la sua presenza a infondere in quegli ominidi una percezione nuova di sé, comandata da un oscuro messaggio mentale. Così quel gruppo di ominidi cominciò a fare delle azioni apparentemente strane, come quella di prendere dell'erba e intrecciarla, o di usare un bastone e batterlo contro gli oggetti. Lo stesso comando proveniente da monolite spinse l'azione verso un uso migliore del nuovo mezzo, quando subirono un giorno l'attacco di una bestia, invece di rifugiarsi nella grotta come sempre faceva Guarda-la-Luna decise di affrontarla con il bastone. La bestia dopo essere balzata verso di lui fu colpita ripetutamente con il bastone da Guarda-la-Luna, finendo col giacere per terra priva di vita. A questa azione gli ominidi rivali che assistettero alla scena si intimorirono per la presenza di un valoroso combattente che riusciva a sconfiggere i predatori. Da quel giorno quindi essi non dovettero più soffrire la fame, affinando le tecniche di caccia e scacciando i nemici. Grazie a queste conquiste il monolite d'un tratto sparì...
CAPITOLO SECONDO
Il romanzo a questo punto cambia epoca, spostandosi nel futuro. Il dottor Heywood Floyd si accingeva ad abbandonare la Terra per un viaggio di trasferimento sulla Luna. Dopo una lunga descrizione del volo, della raggiunta assenza di gravità in orbita, all'interno di una stazione spaziale intermedia, e del proseguo del viaggio con un'altra astronave diretta verso la Luna, il romanzo comincia a soffermarsi sulle cause dell'oscuro viaggio. Il dottor Floyd è stato richiamato sulla Luna per occuparsi del problema della quarantena lunare. A fronte di cause non specificate fu ordinata la quarantena per i viaggi lunari, la causa di questo blocco fu spiegata al dottore a causa del ritrovamento di un monolite nero all'interno del cratere Ticho. Il monolite fu scoperto a causa delle sue emissioni magnetiche, una volta dissepolto da uno strato di terra lunare emise ulteriori segnali nel momento stesso in cui fu scoperto dalla Terra: da quel momento nessun altro segnale. Gli scienziati lunari scoprirono una possibile datazione di più di tre milioni di anni, e una superficie di lavorazione del tutto perfetta. Le caratteristiche del monolite hanno fatto pensare alla possibilità che civiltà extraterrestri abbiano posto quel monolite "a guardia" sulla Luna, essendo impossibile supporre un intervento umano così datato. Nel proseguire gli studi si scopre che i segnali emessi dal monolite sono orientati verso Saturno.
CAPITOLO TERZO
La narrazione si sposta all'interno dell'astronave Discovery, partita dalla Terra da appena trenta giorni. A bordo vi era un equipaggio di cinque uomini, tre in stato di ibernazione e due operativi: il dottor David Bowman e il dottor Frank Poole, ad alternarsi nel comando della nave con turni di dodici ore. Ma il vero controllore della missione è il computer di ultima generazione Hal 9000. Questo calcolatore controlla l'intera nave e aiuta i due astronauti nel raggiungimento della missione, ossia una missione esplorativa del sistema di Saturno. Dopo un incontro ravvicinato con un asteroide, cui viene sparato un frammento metallico per l'analisi spettroscopica all'impatto, la Discovery raggiunge l'orbita di Giove sorvolandone il pianeta e da questo ricavando una spinta ulteriore in direzione di Saturno. Nel frattempo una sonda paracadutata nell'atmosfera gioviana invia suggestive immagini in diretta del gigante.
CAPITOLO QUARTO
È il compleanno di Poole quando Hal richiama l'attenzione su una scheda apparentemente guasta che aveva riposizionato erroneamente l'antenna rispetto la Terra, facendo cadere le comunicazioni. Dopo un'attività extraveicolare e prelevata la scheda, l'analisi rileva un perfetto funzionamento. I due astronauti a questo punto si insospettiscono, e quando avverrà per la seconda volta la medesima segnalazione avviene la tragedia. Poole esce per tornare ad effettuare un controllo, ma viene improvvisamente investito dalla capsula extraveicolare comandata da Hal. Bowman scosso si trova i ponti della nave che vengono depressurizzati dall'apertura dei portelli e gli altri scienziati ibernati uccisi dal blocco volontario di Hal delle attività vitali. Bowman riesce a porsi in salvo in una cella pressurizzata. Un interludio spiega il motivo del disfunzionamento di Hal. All'astronauta non resta che indossare una tuta ed escludere Hal dai comandi della nave: ripristinata la pressurizzazione e disattivato il computer centrale, ripristina le comunicazioni con la Terra.
Un comunicato di Floyd espone il segreto del ritrovamento del monolito sulla Luna, cui solamente HAL e l'equipaggio ibernato erano a conoscenza. Floyd parla di un ridimensionamento del programma esplorativo concentrandosi su Giapeto.
CAPITOLO QUINTO
La Discovery raggiunge il sistema di Saturno, sorvola la fascia degli anelli e si immette nell'orbita di Giapeto. Bowman è consapevole che senza il controllo di Hal non potrà ibernarsi ed attendere l'arrivo della Discovery Due per il ritorno sulla Terra, tantomeno sopravvivere ad un'attesa cosciente settennale. Raggiunta la luna saturniana Bowman avvista un monolite più grande di quello di Tycho che vi orbita intorno e decide di avvicinarsi con una scialuppa. A quel punto Bowman è sul punto di atterrarvi ma vede la superficie dell'oggetto svanire e venire risucchiato da un tunnel di luce, al grido di "Dio mio. E' pieno di stelle".
CAPITOLO SESTO
Bowman e la scialuppa vengono accelerati a velocità relativistiche e scaraventati in un angolo remoto della galassia, in quella che arriverà a interpretare come una sorta di "stazione di smistamento" per mezzi interstellari: un intero pianeta interamente costellato di "porte di ingresso", attraveso le quali Bowman vede entrare ed uscire astronavi dirette chissà dove. Davanti a sé egli vede una sistema stellare binario con una nana bianca che vi orbita e poi la spaventosa superficie di una stella rossa finché si vede materializzarsi all'interno di un'impossibile suite d'albergo stile Impero. Egli esce dal veicolo stupito, si toglie la tuta e osserva la presenza di mobili e persino di un telefono. L'ambiente è una copia, una sorta di set cinematografico, con mobili e suppellettili finti, come si accorge Bowman ad un'analisi piu' attenta. Vi è del cibo commestibile nel frigorifero ma l'acqua è insapore perché distillata. Uno schermo televisivo a soffitto mostra programmi trasmessi sulla Terra all'epoca del ritrovamento del monolito lunare, probabilmente da questi registrati; uno di questi è uno sceneggiato ambientato nello stesso albergo dove ora si trova.
Bowman attende gli sviluppi e si addormenta nel letto per sognare la propria vita scorrere a ritroso, rievocando tutti gli eventi occorsi sino a tornare bambino, mentre la sua mente viene "assorbita" dall'entità che ha creato l'ambiente artificiale... Mentre nel film il significato del finale resta avvolto nel mistero, nel romanzo appare evidente che Bowman, in seguito all'incontro con l'entità aliena, passa ad un livello di esistenza superiore, che non richiede un corpo materiale, e che lo rende in grado di ignorare l'inferno stellare e tornare sulla Terra, distante 20.000 anni luce, in una frazione di secondo, per osservarla con gli occhi di un "bambino spaziale", ai primi vagiti della sua nuova esistenza.
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| GIUDIZIO UTENTI CINEMASTORE: |

Bellissimo
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