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| Titolo: IL RESPIRO DEL DIAVOLO |
| Anno di produzione: 2007 |
| Nazionalitá: U.S.A. |
| Durata: 95 |
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Trama
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Quando un bambino di dieci anni, David, di una ricca famiglia del New England viene rapito, il suo rapitore Max Harper e i suoi soci presumono che sarà un rapimento di routine che porterà loro una bella somma di denaro. Di nascosto dai suoi rapitori il timido e riservato David tiene segretamente un diario giornaliero e ha anche la misteriosa facoltà di capire i pensieri degli altri. Presto Max arriverà a sperare di non aver mai rapito David.
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Altre informazioni
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LA PRODUZIONE
Questo racconto così avvincente non convinceva solo i produttori, ma ha anche catturato l'attenzione del giovane e intraprendente regista STEWART HENDLER. Hendler era già stato ingaggiato per dirigere un altro film della Gold Circle, quando venne a conoscenza della sceneggiatura di Whisper, che tra l'altro aveva già un altro regista. Hendler rimase sveglio a leggere la sceneggiatura fino alle tre di mattina. "Dopo averla letta, ricordo di aver pensato: Oh mio Dio, questo è il film che voglio dirigere," racconta. Hendler si era già impegnato a dirigere l'altro film e perciò non avrebbe potuto occuparsi di Whisper, ma poi la realizzazione dell'altro film ha incontrato delle difficoltà. Il destino ha voluto che il regista originario di Whisper rinunciasse a dirigere il film. Non appena lo ha saputo, Hendler non ha perso un solo istante: "Quando l'altro progetto in cui ero coinvolto è stato annullato, ho immediatamente chiamato il mio agente che a sua volta ha contattato la Gold Circle Films. Ho chiesto loro: 'Che devo fare per dirigere questo film? Perché sarei disposto a tutto pur di avere questa possibilità'," ricorda Hendler. Il suo entusiasmo e la sua determinazione hanno fatto sì che alla Gold Circle Films accettassero di incontrarlo. Il Produttore DAMON LEE era convinto che Hendler condividesse la stessa visione dei dirigenti della Universal Pictures e della Gold Circle Film. Ed infatti, Hendler li ha letteralmente sbalorditi con la sua presentazione: "Aveva visto bene, il film era imperniato sulla figura del bambino. Sapeva che il film che aveva in mente necessitava di personaggi intelligenti con i quali le persone potessero identificarsi," spiega Lee. Hendler sapeva anche di doversi confrontare con dei concorrenti difficili. "Essendo il mio primo film, sapevo di dover giocare bene le mie carte durante quell'incontro," dichiara Hendler.
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Recensione
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Una cosa di buono, "Il respiro del diavolo" diretto da Stewart Hendler, ce l'ha: come film può tranquillamente essere inserito all'interno della continuity di Lost. Il protagonista, infatti, è lo stesso: quel Josh Halloway che qui si chiama Max (ma potrebbe essere tranquillamente un nome fittizio) che come accade al naufrago Sawyer ha a che fare suo malgrado con intrecci malavitosi che vorrebbe tenere lontani.
Max e Roxanne sono due giovani innamorati che, dopo i tormentati trascorsi dell'uomo, sognano una vita tranquilla. La banca però non concede prestiti e per i due comprarsi un locale per mettere su una onesta attività commerciale sembra un'impresa impossibile. A venire in aiuto a Max giungono due suoi ex compagni di cella che gli propongono di rapire un bambino per chiedere indietro un lauto riscatto. Peccato però che il bambino sia in realtà un angelo demoniaco...
Se il regista Stewart Hendler avesse concesso più importanza agli aspetti noir della trama, invece che a quelli horror, "Il respiro del diavolo" sarebbe stato un film molto interessante. Ma purtroppo l'esordiente regista ha troppa urgenza di mostrare il bambino killer all'opera sugli sventurati malavitosi e così il film diventa un clone confusionario di moltissime altre pellicole del genere "baby-demonio". Partendo dall'ultimo "Joshua" (2007) di George Ratliff fino a "Omen" (1976) diretto da Richard Donner, in mezzo troviamo un po' di tutto: dai cani di "Cujo" ai criminali di "Dal tramonto all'alba" fino a un finale modello "Shining" con tanto di accetta e inseguimento sulla neve. Insomma, un "pasticciaccio brutto brutto" che porta la firma di un bambino demoniaco e che brucia in un batter d'occhio quello che di fatto sarebbe stato l'unico vero colpo di scena della storia (senza anticipare nulla vi basti sapere che ha a che fare con la madre del marmocchio).
A confezionare il tutto una recitazione al di sotto persino degli standard televisivi, con un Josh Halloway bello e impossibile che sembra non vedere l'ora di lasciare le innevate terre del nord per tornare a tuffarsi nel mare dei carabi... e sinceramente anche noi.
Riprovaci, Sawyer!
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Photo Gallery (3)
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