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| Titolo: 127 ORE |
| Anno di produzione: 2010 |
| Nazionalitá: USA/UK |
| Durata: 94 |
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Trama
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Aron Ralston, alpinista statunitense di 28 anni, amante del trekking e del biking, parte per una gita solitaria nel Blue John Canyon dello Utah. Tutto sembra andare per il meglio, immerso in un paesaggio fantastico, incontra addirittura due splendide ragazze escursioniste condividendo parte della giornata. Tornato solo però incappa improvvisamente in un inaspettato e brusco incidente: un grosso masso precipita in una crepa del canyon e così Aron si trova con il braccio incastrato in una roccia. Ralston rimane intrappolato per cinque giorni, provato e fortemente disidratato. Nei giorni di "prigionia" ricorda il rapporto con gli amici, con la famiglia, con gli amori e con le due escursioniste incontrate prima dell'incidente. Filma la sua agonia con la videocamera digitale. Arrivato alla disperazione l'attaccamento alla vita lo porta ad amputarsi il braccio per ritrovare la libertà.
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Altre informazioni
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127 ore (127 Hours) è un film del 2010 diretto da Danny Boyle.
Il film si basa sulla storia vera di Aron Ralston, un alpinista statunitense che nel maggio del 2003 rimase intrappolato sulle montagne dello Utah, costretto ad amputarsi un braccio per potersi liberare. Il film, scritto a quattro mani da Boyle e Simon Beaufoy, si basa sul libro di Ralston Between a Rock and a Hard Place. Ha ricevuto 6 nomination ai premi Oscar 2011.
Produzione
Boyle aveva l'idea di realizzare un film sul calvario di Ralston da quattro anni, ha inizialmente scritto un trattamento che in seguito è diventato una sceneggiatura ad opera di Simon Beaufoy. Boyle descrive la pellicola come un "film molto britannico" e come un "film d'azione con un ragazzo che non può muoversi".
Nel novembre del 2009 è stato fatto il nome di Cillian Murphy per il ruolo da protagonista.
Successivamente sono stati fatti i nomi di Ryan Gosling e Sebastian Stan, ma infine il ruolo di Ralston è stato assegnato a James Franco.
Le riprese sono iniziate nel marzo del 2010 nello Utah e sono terminate a giugno, mese in cui il film è entrato in fase di post-produzione.
Per immedesimarsi nel personaggio, James Franco ha visionato il materiale audio e video girato da Ralston stesso durante i cinque giorni, affermando di esserne rimasto turbato.
Distribuzione
L'anteprima mondiale del film è avvenuta al Toronto International Film Festival il 12 settembre 2010. Per la crudezza della scena in cui il protagonista si amputa il braccio, tre persone sono svenute e una è stata presa da un attacco epilettico. Il film è stato inoltre selezionato per chiudere il London Film Festival 2010.
La distribuzione nelle sale cinematografiche statunitensi è avvenuta il 5 novembre 2010, tramite Fox Searchlight Pictures. In Italia il film è stato distribuito da 20th Century Fox il 25 febbraio 2011.
Titoli di coda - Credits
Directed by Danny Boyle
Screenplay Danny Boyle & Simon Beaufoy
Book "Between a Rock and a Hard Place" Aron Ralston
Producers
Bernard Bellew ... executive producer
Danny Boyle ... producer
Christian Colson ... producer
Lisa Maria Falcone ... executive producer
Tom Heller ... co-producer
François Ivernel ... executive producer
John J. Kelly ... executive producer
Cameron McCracken ... executive producer
Diarmuid McKeown ... associate producer
Tessa Ross ... executive producer
Gareth Smith ... co-producer
John Smithson ... producer
Cast - in credits order
James Franco ... Aron Ralston
Kate Mara ... Kristi
Amber Tamblyn ... Megan
Sean A. Bott¹ ... Aron's Friend
Koleman Stinger ... Aron Age 5
Treat Williams ... Aron's Dad
John Lawrence ... Brion
Kate Burton ... Aron's Mom
Bailee Michelle Johnson ... Sonja Age 10
Rebecca Olson¹ ... Monique Meijer
Parker Hadley ... Aron Age 15
Clémence Poésy ... Rana
Fenton G. Quinn¹ ... Blue John
Lizzy Caplan ... Sonja Ralston
P.J. Hull¹ ... Boy on Sofa
Pieter Jan Brugge ... Eric Meijer
Jeffrey Wood ... Andy Meijer
Norman Lehnert ... Dan
Xmas Lutu ... Helicopter Pilot
Terry S. Mercer ... Helicopter Pilot
Darin Southam ... Zach
Other credited cast listed alphabetically
Robert Bear ... Aron's Friend
Tye Nelson ... Aron's Friend
Rest of cast
Luke Drake ... Aron's Friend (uncredited)
Christopher K. Hagadone ... Basketball Fan (uncredited)
Brad Johnson ... Friend of Aaron (uncredited)
Lonzo Liggins ... Reporter (uncredited)
Kyle Paul ... Best Man (uncredited)
Original Music A.R. Rahman
Cinematographers Enrique Chediak, Anthony Dod Mantle
Editors Jon Harris
altro:
Genere drammatico, avventura, biografico
Regia Danny Boyle
Soggetto Aron Ralston
Sceneggiatura Danny Boyle, Simon Beaufoy
Produttore Danny Boyle, Christian Colson, Tom Heller, Gareth Smith, John Smithson
Produttore esecutivo Bernard Bellew, Lisa Maria Falcone, John J. Kelly, Tessa Ross
Casa di produzione Cloud Eight Films
Everest Entertainment
Darlow Smithson Productions
Pathé
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Enrique Chediak
Anthony Dod Mantle
Montaggio Jon Harris
Musiche A.R. Rahman
Scenografia Suttirat Anne Larlarb
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Recensione
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127 Ore
Succede che i casi e la natura spingano un uomo in territori inimmaginabili, costringendolo a meditare sulla vita e accostarsi alla morte in una situazione tra il paradossale e l'agghiacciante: rimanere bloccati più di cinque giorni in uno sperduto crepaccio del paradisiaco Canyonlands National Park nello Utah con una grossa roccia a immobilizzare, schiacciandoli senza scampo, mano e parte dell'avambraccio. Ѐ l'orribile storia capitata realmente a uno spericolato e solitario ventottenne americano di nome Aron Ralston (James Franco), che un fine settimana del 2003 si avventurò nella natura selvaggia alla volta del Blue John Canyon e vi restò - suo malgrado - centoventisette ore, con scarse risorse nutrizionali, obbligato ad andare oltre ogni umano limite per sopravvivere.
Quest'avvenimento, da cui è tratto il libro "Between a Rock and a Hard Place", ha colpito la sensibilità e la fantasia dell'inglese Danny Boyle, regista poliedrico e bravo a (ri)innovarsi come pochi, già arrivato al successo con "Trainspotting" e celebrato con gli otto Oscar di "The Millionaire".
Purtroppo per il malcapitato protagonista, "127 Ore" non è la fiaba milionaria di Jamal e, al contrario di Mumbai, lo scenario desertico del Canyon costruisce un silenzio ascetico, interrotto solo dalla musica diegetica delle cuffie e dall'incontro con due giovani turiste.
In un simile paesaggio incontaminato e lontano dalla giungla d'asfalto della città, Aron è felice e si diverte un mondo anche quando si ribalta malamente con la sua mountain bike; allora ci si mette di traverso il fato e durante un trekking solitario tra le rocce dorate accade il grottesco incidente accennato in precedenza.
Ѐ l'inizio dell'angosciante weekend di sofferenza per il ragazzo, intrappolato con lo zaino - fortunatamente - in spalla all'interno di una crepa larga novanta centimetri a fare lentamente i conti con la morte e a meditare sulla sua esistenza aiutato da una videocamera; episodio, autentico, che permette al protagonista di svelarsi e instaurare un dialogo con lo spettatore tramite i messaggi-testamento che lascia ai propri cari.
Un aspetto assai interessante, che farà indignare gli integralisti della tensione drammatica nuda e cruda, ma che invece rappresenta con ogni probabilità una soluzione indovinata è quella di ricorrere, integrandola con i pensieri di Ralston, alla tecnica dello jump cut che consente di raccontare metaforicamente e in modo energico delle soporifere situazioni, permettendo di interrompere la staticità (forzata) dell'azione con inaspettate e beffarde arguzie. Ironia che, appunto, bilancia le mostruose atrocità di cui si è testimoni e crea due universi paralleli: uno tragico e l'altro farsesco; una contrapposizione organizzata, testimoniata anche dal singolare utilizzo di due direttori della fotografia (Anthony Dod Mantle ed Enrique Chediak) a sdoppiare e differenziare l'effetto visivo in base alle esigenze semantiche del regista.
Nel perverso e frastornante gioco del destino, Aron le tenta tutte per sopravvivere e non perdere la lucidità dopo tante ore di disperata inerzia; l'unico appiglio con cui evitare la paura e la disperazione è abbracciare con piena coscienza il valore della vita.
Peccato per qualche intrusione di troppo della (bella) colonna sonora che non è risparmiata neanche nella scena clou (inguardabile, da quanto è cruenta) e per quel finale troppo consolatorio che rischiano di penalizzare una pellicola affascinante, impreziosita dalla straordinaria performance di James Franco che si cala perfettamente nella parte turbando lo spettatore e costringendolo a sentire la polvere di quel dannato crepaccio.
La frase: "Non devi perdere il controllo".
Nicola Di Francesco
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